Nuova indagine sul terrorismo giovanile in Abruzzo: materiale esplosivo, contatti online radicali e un piano per colpire un edificio pubblico fanno emergere uno scenario inquietante
Un nuovo e inquietante episodio legato al terrorismo giovanile emerge a Pescara, dove un ragazzo di appena 14 anni è finito al centro di un’indagine per aver progettato un attentato contro un edificio pubblico. Nella sua abitazione, nel quartiere di Portanuova, gli investigatori hanno scoperto un vero e proprio laboratorio artigianale per la produzione di esplosivi.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura per i minorenni dell’L'Aquila guidata da David Mancini, era stata avviata circa un anno fa ed è rimasta finora riservata. Gli sviluppi investigativi delineano un quadro definito dagli inquirenti di estrema gravità.
Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe accumulato sostanze chimiche e materiali potenzialmente pericolosi con l’obiettivo di realizzare un ordigno. Nella sua stanza e sul terrazzo di casa sono stati rinvenuti strumenti e componenti utilizzati per esperimenti, tra cui grafite, sali e materiali metallici, impiegati per creare miscele infiammabili.
Il progetto, secondo gli investigatori, era chiaro: produrre un esplosivo e colpire un ufficio pubblico, con una stima ipotizzata dallo stesso ragazzo di 15-20 possibili vittime. Un elemento che ha contribuito ad aggravare ulteriormente il quadro accusatorio.
L’indagine ha inoltre evidenziato contatti con ambienti radicali online. Il 14enne frequentava canali Telegram criptati e consultava documenti legati a ideologie estremiste, spaziando tra contenuti di matrice jihadista e gruppi virtuali neonazisti, accomunati da una forte componente di odio e radicalizzazione.
Gli inquirenti sottolineano come non si tratti di semplici esperimenti, ma di un percorso strutturato e consapevole verso azioni violente. Il minore è stato quindi sottoposto a misura restrittiva e trasferito in un centro di prima accoglienza.
Il caso riaccende l’attenzione sul fenomeno della radicalizzazione giovanile online, già emerso in altri episodi recenti sul territorio, e pone interrogativi sulla capacità di prevenzione e monitoraggio di queste dinamiche.