Durante gara 3 dei playout di A2, Aristide Landi è stato colpito al volto: undici punti di sutura e forte condanna del Roseto.
La Pallacanestro Roseto alza la voce dopo il grave episodio avvenuto durante gara 3 dei playout di Serie A2 contro Ruvo di Puglia. Al centro del caso c’è l’aggressione subita da Aristide Landi, colpito al volto nel corso del secondo quarto, al termine di un’azione sotto canestro. La società abruzzese ha definito quanto accaduto un episodio “grave e inaccettabile”, annunciando pieno sostegno al proprio tesserato.
Secondo la ricostruzione riportata dal club, Landi si trovava a terra quando un atleta della squadra avversaria lo avrebbe colpito con un pugno al volto. Il giocatore rosetano ha riportato una ferita lacero-contusa all’arcata sopraccigliare, medicata con undici punti di sutura. Dopo i primi soccorsi ricevuti dallo staff medico, è stato trasferito all’ospedale di Teramo, dove la Tac ha escluso lesioni endocraniche. Le sue condizioni sono state definite stabili e restano sotto osservazione.
Nel comunicato ufficiale, la società ha espresso sdegno e indignazione, sottolineando il ruolo educativo dello sport e degli atleti professionisti, soprattutto davanti ai più giovani presenti sugli spalti. Roseto ha parlato di un gesto non riconducibile al semplice agonismo, ma di un atto di violenza da valutare con la massima attenzione nelle sedi competenti.
La vicenda ha avuto immediata eco anche fuori dal parquet. Diversi media nazionali hanno identificato nel giocatore di Ruvo Jacopo Borra l’autore del colpo e hanno riferito la decisione del giudice sportivo, che avrebbe disposto tre giornate di squalifica. La società pugliese, da parte sua, ha preso le distanze dall’accaduto e ha rivolto le proprie scuse al pubblico, ai bambini presenti e allo stesso Landi.
La Pallacanestro Roseto ha annunciato di voler tutelare il proprio atleta anche davanti agli organi di giustizia sportiva ed eventualmente in sede ordinaria. Il club ha inoltre ribadito l’impegno a promuovere iniziative contro ogni forma di violenza nello sport, auspicando che l’episodio diventi un punto di svolta nella sensibilizzazione del movimento cestistico.