Riccardo Bossi arrestato, finisce in carcere: deve scontare cinque anni e nove mesi

24 Settembre 2026   18:51  

Il primogenito del fondatore della Lega è stato portato nel carcere di Busto Arsizio per un cumulo di condanne legate a diversi procedimenti giudiziari.

Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato a Busto Arsizio, in provincia di Varese, e trasferito nel carcere della città. Deve scontare complessivamente cinque anni e nove mesi di reclusione, risultato del cumulo di diverse pene diventate esecutive.

Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Carlo Nocerino ed eseguito mercoledì 23 settembre dai carabinieri. I militari hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e, dopo gli adempimenti previsti, lo hanno accompagnato nella casa circondariale di Busto Arsizio.

Alla base dell'ordine di carcerazione ci sono diverse vicende giudiziarie relative a fatti risalenti, tra gli altri, al 2011 e al 2020. I reati per i quali sono intervenute le condanne comprese nel cumulo riguardano appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.

Proprio quest'ultima vicenda aveva portato nei mesi scorsi alla condanna definitiva di Bossi a due anni e sei mesi di reclusione. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, avrebbe percepito il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti, attraverso false attestazioni. La Cassazione, nel giugno scorso, aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, rendendo definitiva la sentenza.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l'arresto, Bossi avrebbe ricevuto circa 280 euro al mese per 43 mensilità, per un importo complessivo superiore ai 12mila euro. Per questa vicenda era stata prevista anche una provvisionale in favore dell'Inps pari a 15mila euro.

Nel cumulo rientra anche una precedente vicenda per appropriazione indebita. Bossi era stato giudicato colpevole, con rito abbreviato, per l'utilizzo a fini personali di circa 158mila euro provenienti dai fondi della Lega, relativamente a spese effettuate tra il 2009 e il 2011.

Resta invece fuori dal provvedimento che ha determinato l'ingresso in carcere un altro procedimento giudiziario: quello relativo ai maltrattamenti nei confronti della madre.

Per questa vicenda la Corte d'Appello di Milano, lo scorso giugno, ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi pronunciata in primo grado dal Tribunale di Varese. Il procedimento riguarda episodi risalenti al 2016. La difesa aveva però annunciato il ricorso in Cassazione, motivo per cui questa pena non rientra nel cumulo attualmente in esecuzione.

Nel procedimento per maltrattamenti, l'accusa di lesioni era venuta meno dopo la remissione della querela da parte della madre, mentre quella di maltrattamenti, essendo procedibile d'ufficio, aveva proseguito il proprio iter giudiziario. La donna aveva inoltre manifestato in aula il proprio perdono nei confronti del figlio.

Con l'esecuzione del provvedimento firmato dalla Procura, Riccardo Bossi si trova ora detenuto nel carcere di Busto Arsizio, dove dovrà scontare il cumulo delle pene quantificato in cinque anni e nove mesi. La condanna relativa ai maltrattamenti resta invece, allo stato attuale, separata dal conteggio che ha portato all'ordine di carcerazione.


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