Rigopiano, verso la Cassazione: condanne e assoluzioni ancora in bilico

13 Febbraio 2026   12:44  

Dopo l’appello-bis a Perugia i difensori dei tre ex dirigenti condannati annunciano il ricorso, mentre la Procura generale valuta iniziative sulle assoluzioni

A nove anni dalla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, il quadro giudiziario resta aperto. All’indomani della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Perugia, i legali dei tre ex dirigenti della Regione Abruzzo condannati hanno manifestato l’intenzione di proporre ricorso in Cassazione. Parallelamente, negli uffici del procuratore generale di Perugia, Paolo Barlucchi, è in corso una valutazione su eventuali impugnazioni, in particolare in relazione alle assoluzioni.

La decisione del collegio, arrivata dopo oltre otto ore di camera di consiglio, ha stabilito tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. Per Pierluigi Caputi, Vincenzo Antenucci e Carlo Visca è stata inflitta una pena di due anni, con sospensione, per disastro colposo. I difensori hanno comunque annunciato che attenderanno il deposito delle motivazioni per definire nel dettaglio le strategie difensive.

Tra i punti centrali del dibattito vi è la Carta di Localizzazione del Pericolo Valanghe, documento ritenuto decisivo nel delineare le responsabilità. Secondo la difesa di Visca, assistito dall’avvocato Diego De Carolis, l’atto sarebbe stato adottato nel 2014, quando il suo assistito non ricopriva più incarichi regionali, avendo concluso il mandato nel 2012. Una circostanza che, a giudizio dei legali, inciderebbe in modo sostanziale sulla posizione dell’ex dirigente.

La tragedia del 18 gennaio 2017, che costò la vita a 29 persone, continua così a produrre sviluppi sul piano giudiziario. L’eventuale approdo in Cassazione aprirebbe un nuovo capitolo in un procedimento che, a distanza di anni, non ha ancora scritto la parola fine.


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore