Rissa choc al kebab: locale chiuso e fogli di via dopo il caos

28 Marzo 2026   11:31  

Video virali mostrano violenze tra clienti e dipendenti, scattano provvedimenti severi tra chiusura temporanea, sanzioni e controlli su sicurezza e lavoro irregolare

È stata disposta la chiusura per cinque giorni di un locale kebab a Teramo, teatro di una violenta rissa tra clienti e personale, finita al centro dell’attenzione pubblica dopo la diffusione di diversi video sui social. Il provvedimento è stato adottato dal questore Luciano Sorgonà ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, che consente la sospensione dell’attività in presenza di gravi turbative dell’ordine pubblico.

L’episodio risale alla serata del 21 marzo, quando la polizia è intervenuta a seguito della segnalazione di un passante che aveva assistito a una lite degenerata. Secondo quanto ricostruito, una coppia di clienti, entrambi quarantenni, avrebbe iniziato un diverbio con il titolare e i dipendenti del locale, dopo il rifiuto di somministrare alcolici.

La discussione è rapidamente sfociata in una colluttazione violenta, coinvolgendo complessivamente cinque persone. Le immagini circolate online hanno evidenziato la gravità dell’accaduto, mostrando anche momenti in cui una donna veniva colpita ripetutamente mentre si trovava a terra. Tutti i partecipanti hanno riportato lesioni, con prognosi comprese tra i 5 e i 10 giorni.

L’episodio ha suscitato forte indignazione nella comunità locale, spingendo le autorità a intensificare i controlli. Nei giorni successivi, il locale è stato sottoposto a verifiche approfondite, che hanno portato all’identificazione di diversi frequentatori con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, oltre a violazioni amministrative legate all’uso di sostanze stupefacenti.

Alla luce degli elementi raccolti, il questore ha disposto anche il foglio di via obbligatorio per quattro anni nei confronti dei due clienti ritenuti responsabili dell’innesco della rissa. Il provvedimento è stato notificato dalla Divisione Anticrimine e dalla polizia amministrativa.

Ulteriori accertamenti, svolti con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri, hanno evidenziato irregolarità rilevanti: la presenza di un lavoratore in nero e gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui estintori non revisionati, impianto elettrico non certificato e ambienti non conformi alle normative.

Le irregolarità hanno comportato la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di legge, oltre a sanzioni amministrative per circa 5.000 euro e un’ammenda complessiva di 16.500 euro.

L’intervento delle autorità si inserisce in un più ampio quadro di prevenzione volto a garantire la sicurezza urbana e il rispetto delle norme nei luoghi aperti al pubblico.


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