Rocca di Mezzo, cenni storici e turistici

06 Luglio 2012   15:19  

Rocca di Mezzo, Salendo verso l’altopiano delle Rocche, superato il valico dei Cerri, ci si trova di fronte ad una vasta pianura dove è il nucleo abitato di Rocca di Mezzo a 1329 m. s.l.m., centro di sport invernali e stazione climatica, il maggior centro del pianoro.
Adagiato su un colle a ridosso della catena del Sirente, ha come sfondo la catena del Gran Sasso, la Maiella ed il Velino.
Chiara è l’origine medioevale, con le case strette attorno al campanile e le viuzze e gli archi che si snodano tra di loro.
Originariamente fu terra di pastori i quali salivano dalle valli sottostanti a primavera per ridiscendere all’inizio dell’inverno. Verso l’VIII-IX sec. i pastori si stanziarono definitivamente e furono costretti, per difendersi dai saccheggi, a costruire torri e mura.
Fu tra i castelli che parteciparono alla fondazione dell’Aquila nel 1254.
Esistono ancora i ruderi delle antiche mura medioevali e quelli di una porta denominata delle due “morge” ancora ben conservate.
Oltre a strutture medioevali, visibili nella zona dei tre archi, troviamo la chiesa parrocchiale ricostruita nel ’700 a croce latina con tre navi, all’interno della quale troviamo opere di grande pregio quali: altare in pietra finemente scolpito, ricavato dal portale principale dell’antica chiesa rinascimentale; battistero in pietra inizialmente nella chiesa di S. Leucio; acquasantiera del 1569; tabernacoli nella cappella della Madonna delle Grazie; tempera del 1568 rappresentante la Madonna del Gonfalone .
La confraternita di Rocca di Mezzo possiede altre chiese, tra cui la più antica dell’altopiano dedicata a S. Leucio, quella del Pereto del sec. XIX con funzione di cappella funebre e quella di S. Michele Arcangelo del sec. XV, adattata a cappella gentilizia dai Barberini.
Tutti gli oggetti artistici sono conservati nel museo d’arte sacra “cardinale Agnifili” ubicato nell’antica confraternita del Sacramento della chiesa parrocchiale. Nelle frazioni di Fontavignone, Terranera e Rovere sono conservate pregevoli opere artistiche.
A Rovere troviamo i ruderi del castello Frangipane, la parrocchiale di San Pietro del sec. XII, le chiese della Madonna delle Grazie del sec. XI e di Santa Maria Maddalena.
Nei primi giorni di ottobre, da più di 400 anni, a Rocca di Mezzo si celebra la “festa del solco dritto” che ha avuto origine in seguito ad una grave pestilenza che decimò la popolazione; gli abitanti fecero pertanto voto alla Madonna della Pietà, se li avesse liberati dalla peste, di tirare tutta la notte dei solchi dritti. La gara si svolge in una notte senza luna e, prima dell’inizio, vengono accese delle luci che segnano il percorso da seguire. L’aratro viene tirato da buoi infiocchettati e guidati da aratori conil pugno fermo. Vince la squadra che riesce a fare il solco più dritto: essa prende in consegna il gonfalone fino all’anno successivo.
Caratteristica è, inoltre, la sagra del narciso che si svolge a primavera, nel corso della quale sfilano numerosi carri allegorici tutti ricoperti di narcisi e affiancati da giovani in costume locale.
A circa 3 Km. dall’abitato di Rocca di Mezzo, nella valle omonima, si trova la Grotta di “Val Caldora”. La grotta è a forma di pozzo e raggiunge un dislivello massimo di m. 84 con uno sviluppo totale di m. 130. Nonostante la sua conformazione a pozzo è possibile percorrerla per ammirare le bellissime concrezioni che la rivestono.


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