Scossa in Fratelli d’Italia, Lugini: "Ritrovare subito il fronte comune"

05 Luglio 2026   18:45  

l consigliere regionale richiama unità, valori e responsabilità dopo il voto di Avezzano, criticando personalismi e ritardi nella ricomposizione politica interna al partito in Abruzzo.

«La ritrovata collaborazione tra Massimo Verrecchia e il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio rappresenta certamente un segnale positivo. Resta però da comprendere perché non sia stato possibile costruire questo dialogo prima delle elezioni».

A intervenire nel dibattito politico è Gianpaolo Lugini, consigliere regionale del gruppo Marsilio Presidente, che commenta le notizie relative alla pacificazione tra quelli che, durante la campagna elettorale, erano stati avversari.

Lugini parte da una riflessione sull’identità della destra italiana e abruzzese: «Lo spirito di appartenenza e quella fraternità politica che caratterizzavano prima il Movimento Sociale Italiano, poi Alleanza Nazionale e successivamente Fratelli d’Italia, sembrano essere diventati un ricordo lontano per chi, come me, continua a vivere la politica con passione».

Il consigliere regionale accoglie favorevolmente il riavvicinamento, ma sottolinea come un accordo precedente avrebbe potuto modificare profondamente lo scenario delle amministrative. Giovanni Di Pangrazio è stato rieletto sindaco con oltre il 61% dei voti, mentre la coalizione sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati si è fermata poco sopra il 20%. La Lega, invece, aveva scelto di sostenere direttamente Di Pangrazio, ottenendo il 6,59% con la propria lista.

«Lavorando prima alla ricomposizione – osserva Lugini – si sarebbe potuto concorrere insieme nell’interesse della comunità di Avezzano e garantire una rappresentanza più forte a Fratelli d’Italia, uscito fortemente ridimensionato dalla competizione».

Secondo l’esponente di Marsilio Presidente, negli ultimi mesi il coordinamento politico avrebbe privilegiato «logiche personalistiche», alimentando divisioni interne capaci di compromettere la crescita e la credibilità di un partito storicamente fondato sulla condivisione dei valori.

Lugini rivolge quindi un riconoscimento alla dirigenza della Lega, alla quale attribuisce una strategia territoriale lungimirante, e invita il proprio schieramento a fare tesoro degli errori commessi: «Arrivismo, gelosie e contrapposizioni interne devono diventare un insegnamento. Da oggi occorre ricominciare a lavorare insieme per il bene comune».

«Lo dobbiamo ai militanti, alle istituzioni che rappresentiamo e soprattutto ai tanti cittadini che hanno creduto e continuano a riconoscersi nei valori di Fratelli d’Italia», conclude Gianpaolo Lugini.


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