Scuola, cambia tutto: tetto agli stranieri, stop al burqa e multe

24 Settembre 2026   18:41  

Il Governo approva il nuovo decreto scuola: limite del 30% in alcune classi, corsi di italiano, sanzioni, investimenti digitali e nuovi licei tecnologici professionali.

Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto legge sulla scuola, un provvedimento che introduce diverse novità destinate a incidere sull'organizzazione degli istituti e, soprattutto, sulle politiche di integrazione degli studenti stranieri. Tra le misure figurano il tetto del 30% in determinate classi prime, il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, nuovi percorsi per l'apprendimento dell'italiano e ulteriori investimenti per la digitalizzazione del sistema scolastico.

A presentare politicamente il provvedimento è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha indicato tra gli obiettivi quello di evitare la formazione di classi con forti concentrazioni di studenti che non possiedono un'adeguata conoscenza dell'italiano e di garantire, secondo l'impostazione del Governo, condizioni di partenza più omogenee.

Uno dei punti centrali riguarda proprio il limite del 30%. La misura, tuttavia, non interessa indistintamente tutti gli studenti con cittadinanza straniera. Nella scuola primaria il parametro riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni della scuola dell'infanzia. Nelle secondarie di primo e secondo grado, invece, vengono considerati gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione.

La nuova disciplina per la formazione delle classi iniziali dovrebbe trovare applicazione dall'anno scolastico 2027/2028. Quando il rispetto della soglia non sarà materialmente possibile, gli uffici scolastici territoriali e i dirigenti dovranno individuare soluzioni organizzative per distribuire gli studenti tra gli istituti vicini, tenendo conto anche del domicilio e delle esigenze familiari. Sono inoltre previste possibilità di intervento nei territori dove la concentrazione rende difficile rispettare il limite.

Altro capitolo particolarmente discusso è quello relativo alla conoscenza della lingua italiana da parte dei genitori. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha spiegato che, nei casi in cui persistenti barriere linguistiche familiari incidano gravemente sull'inserimento scolastico del ragazzo, la scuola dovrà effettuare una segnalazione ai servizi sociali. Potranno quindi essere predisposti percorsi gratuiti per l'apprendimento dell'italiano destinati ai genitori.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dopo il Consiglio dei ministri, in caso di mancato assolvimento del percorso sono previste sanzioni amministrative comprese tra 200 e 1.000 euro. La formulazione assume particolare rilievo perché nelle bozze circolate nelle ore precedenti era comparso anche un riferimento alla possibilità del collocamento del minore fuori dalla famiglia in caso di mancata adesione al percorso linguistico. Le dichiarazioni successive al Cdm hanno invece indicato il ricorso alle sanzioni economiche: sarà quindi il testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale a consentire di verificare puntualmente la formulazione approvata.

Il decreto interviene anche sull'utilizzo di burqa e niqab negli ambienti scolastici. La norma stabilisce, salvo specifiche esigenze sanitarie o di sicurezza, il divieto di prendere parte alle attività curriculari ed extracurriculari e agli incontri scuola-famiglia con il volto coperto in modo tale da impedirne il riconoscimento.

Per la violazione è prevista una multa da 200 a 1.000 euro; se a commetterla è un minorenne, la sanzione ricade sul genitore. Sul punto resta aperto anche il profilo giuridico relativo alla precedente giurisprudenza amministrativa sull'uso del velo integrale per motivazioni religiose, questione già evidenziata nel dibattito precedente all'approvazione del decreto.

Il provvedimento accompagna le nuove regole con risorse destinate al potenziamento delle competenze linguistiche. Per gli istituti nei quali non sarà possibile garantire il rispetto della soglia del 30% è previsto un fondo destinato ad attività extracurricolari per rafforzare la conoscenza dell'italiano. Le attività potranno essere organizzate attraverso il potenziamento dell'organico docente, accordi con i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti e collaborazioni con enti del Terzo settore e soggetti istituzionali presenti sul territorio.

Un'altra parte del decreto riguarda la digitalizzazione della scuola. Sono previste risorse per il biennio 2026-2027 destinate alla semplificazione dei servizi amministrativi e allo sviluppo di nuove funzionalità all'interno del sistema informativo SIDI, con l'obiettivo di rendere maggiormente interoperabili piattaforme e banche dati utilizzate dagli istituti.

Cambia anche la denominazione di una parte importante dell'istruzione secondaria: secondo il provvedimento, gli istituti tecnici diventano "licei tecnologici", mentre gli istituti professionali assumono la denominazione di "licei professionali". Una modifica che interessa anche le disposizioni e gli indirizzi di studio collegati ai relativi percorsi.

Il decreto contiene inoltre ulteriori interventi, tra cui misure sulla filiera tecnologico-professionale, disposizioni riguardanti il personale e il fascicolo del docente, interventi contro la dispersione scolastica e il cyberbullismo e modifiche alla platea dei contributi destinati ai libri scolastici.

Il provvedimento approvato dal Governo apre ora la successiva fase parlamentare prevista per i decreti legge. Per alcune delle disposizioni più discusse, il passaggio decisivo sarà rappresentato dalla pubblicazione del testo definitivo, che permetterà di distinguere con precisione le norme entrate nel decreto dalle formulazioni contenute nelle diverse bozze circolate prima della riunione del Consiglio dei ministri.


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore