Sorelle ritrovate, svolta a Sulmona: convalidati i fermi, nessuno resta in carcere

25 Giugno 2026   19:10  

Il gip dispone l’obbligo di dimora per madre, compagno e nonno, che dovranno presentarsi due volte ogni giorno presso i carabinieri della rispettiva residenza locale.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona ha convalidato i fermi di Valentina D’Acunto, madre delle due sorelle ritrovate a Formia dopo quindici giorni di ricerche, del compagno Vincenzo Esposito e del padre della donna, Marco D’Acunto.

Per i tre indagati, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso, non è stata tuttavia disposta la permanenza in carcere. Il gip ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella provincia di Latina, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura di Sulmona.

La madre, il compagno e il nonno delle ragazze dovranno inoltre presentarsi due volte al giorno presso una stazione dei carabinieri per rispettare l’obbligo di firma. Secondo la valutazione del giudice, la misura risulta sufficiente a evitare il rischio che possano essere commessi nuovi episodi analoghi.

Gli interrogatori di garanzia si sono svolti nella giornata di giovedì 25 giugno all’interno del tribunale peligno. Tutti e tre gli indagati hanno risposto alle domande del gip, fornendo la propria ricostruzione dei fatti avvenuti nelle due settimane comprese tra la scomparsa delle minori e il loro ritrovamento.

Per partecipare all’udienza, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto erano stati trasferiti dal carcere di Sulmona, mentre Valentina D’Acunto era arrivata dal penitenziario di Teramo, dove si trovava dopo il fermo eseguito all’alba di lunedì.

Le due sorelle, di 12 e 16 anni, erano scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno da una casa famiglia di Civitella Alfedena. Dopo quattordici giorni erano state individuate dai carabinieri all’interno dell’abitazione di una lontana parente della madre, nel territorio di Formia, in provincia di Latina.

Nell’inchiesta risulta coinvolta anche la donna che avrebbe ospitato le ragazze durante il periodo di allontanamento. La parente è indagata a piede libero e la sua posizione resta al vaglio degli inquirenti.

Le indagini coordinate dalla Procura di Sulmona proseguono per ricostruire nel dettaglio l’organizzazione dell’allontanamento, gli spostamenti delle minori e il ruolo eventualmente ricoperto dalle persone coinvolte. Gli investigatori dovranno inoltre accertare se altri soggetti abbiano fornito assistenza logistica durante i giorni trascorsi lontano dalla struttura protetta.


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