Trump sfida l’Europa: dazi shock sul vino, Groenlandia strategica, tensioni globali in crescita

20 Gennaio 2026   12:06  

Scontro diplomatico tra Washington ed Europa tra minacce commerciali, dossier Groenlandia, guerra in Ucraina e nuovo Board of Peace per Gaza, con reazioni dure da Parigi, Bruxelles, Mosca e Pechino.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a scuotere gli equilibri internazionali con una serie di dichiarazioni che intrecciano politica estera, commercio internazionale e sicurezza globale. Parlando con i giornalisti in Florida, Trump ha sostenuto che i leader europei non opporranno una reale resistenza alla sua iniziativa di acquisizione della Groenlandia, definita dal presidente americano un asset centrale per la sicurezza nazionale e mondiale.

Nel corso dello stesso intervento, Trump ha rilanciato la minaccia di dazi del 200% su vino e champagne francesi, collegandola direttamente alla posizione dell’Eliseo sul cosiddetto Board of Peace per la ricostruzione di Gaza. Il presidente Usa ha confermato di aver invitato anche Vladimir Putin a partecipare al nuovo organismo, criticando apertamente il rifiuto del presidente francese Emmanuel Macron. Secondo Trump, l’attuale capo dell’Eliseo sarebbe politicamente indebolito e prossimo alla fine del mandato.

Sulla piattaforma Truth, Trump ha inoltre riferito di una telefonata “molto positiva” con NATO e il suo segretario generale Mark Rutte, annunciando un incontro a Davos per discutere del futuro della Groenlandia. “Gli Stati Uniti sono l’unica potenza in grado di garantire la pace globale”, ha scritto, ribadendo una visione fondata sulla forza come strumento di stabilità.

La risposta francese non si è fatta attendere. Fonti vicine all’Eliseo hanno definito le minacce tariffarieinaccettabili e inefficaci”, respingendo ogni tentativo di condizionare la politica estera francese attraverso leve commerciali. Parallelamente, Parigi ha confermato l’invio di un messaggio riservato a Trump con la proposta di un vertice G7 a Parigi, aperto anche a Russia, Ucraina e Danimarca, per affrontare i dossier più sensibili, dalla guerra in Ucraina alle tensioni artiche.

Sul fronte europeo, il presidente del gruppo Ppe al Parlamento Ue Manfred Weber ha annunciato la sospensione dell’intesa sui dazi con gli Stati Uniti, sottolineando che Bruxelles dispone di strumenti concreti per reagire alle pressioni di Washington.

Intanto, la Cina ha confermato di aver ricevuto l’invito a entrare nel Board of Peace, mentre da Mosca il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha denunciato una crescente applicazione della “legge del più forte” nei rapporti internazionali, invocando soluzioni basate su equilibrio, uguaglianza e rispetto reciproco.

Il quadro che emerge è quello di una fase di forte tensione geopolitica, in cui commercio, sicurezza e diplomazia tornano a intrecciarsi in modo diretto, con l’Europa chiamata a ridefinire il proprio ruolo tra pressioni americane e nuovi equilibri globali.


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