Il processo Tana delle Tigri si chiude con due anni a Trisi e De Leonibus, mentre Lorenzo Sospiri viene assolto perché il fatto non sussiste.
Si è concluso con due condanne e diverse assoluzioni il processo nato dall’inchiesta “Tana delle Tigri”, relativa a un presunto sistema di favori, affidamenti pubblici e consumo di sostanze stupefacenti all’interno degli uffici dei Lavori Pubblici del Comune di Pescara.
Il gup Maria Carla Sacco ha condannato a due anni di reclusione, con pena sospesa, l’ex dirigente comunale Fabrizio Trisi e l’imprenditore Vincenzo De Leonibus. I due sono stati riconosciuti responsabili dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione e turbativa d’asta.
Secondo la ricostruzione sostenuta dall’accusa, tra il 2020 e il 2023 Trisi avrebbe favorito l’imprenditore nell’assegnazione di affidamenti diretti e lavori di manutenzione stradale per un valore complessivo superiore a 100mila euro. In cambio, De Leonibus avrebbe consegnato denaro all’allora dirigente e sostenuto l’acquisto di cocaina, che sarebbe stata successivamente consumata anche negli uffici comunali.
È stato invece assolto perché il fatto non sussiste il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, finito nel procedimento con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti. La contestazione riguardava una cena elettorale del valore di circa 400 euro, che sarebbe stata pagata da De Leonibus.
Anche il pubblico ministero Anna Benigni aveva sollecitato l’assoluzione, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti. Il giudice ha però adottato una formula più ampia, stabilendo l’insussistenza del fatto contestato.
All’uscita dal tribunale, l’avvocato Ernesto Torino Rodriguez, difensore di Sospiri, ha espresso soddisfazione per la decisione. Il legale ha sottolineato come il presidente del Consiglio regionale avesse scelto di non intervenire pubblicamente durante l’inchiesta, affidando la propria difesa esclusivamente alle sedi giudiziarie.
La sentenza ha inoltre disposto l’assoluzione, sempre perché il fatto non sussiste, della società riconducibile a De Leonibus e di Tommaso Catani. Quest’ultimo era stato coinvolto per presunti favoritismi ricevuti durante un concorso pubblico la cui commissione era guidata da Trisi.
Sono stati invece definiti con un patteggiamento a undici mesi i procedimenti nei confronti di Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio, indicati nell’inchiesta come i presunti fornitori della sostanza stupefacente. I dipendenti comunali Jairo Ricordi e Gianluca Centorame risultano invece ammessi alla messa alla prova.
Il procedimento rappresenta uno dei principali passaggi giudiziari dell’inchiesta avviata nel 2023, quando le indagini portarono alla luce i rapporti tra l’ex dirigente e l’imprenditore. Le motivazioni della sentenza chiariranno nel dettaglio gli elementi sulla base dei quali sono state pronunciate le condanne e le assoluzioni.