Il Consiglio regionale dà il via libera alla manovra corretta da Marsilio dopo i rilievi dei revisori, opposizioni contrarie e nuovi stanziamenti in aula oggi.
Via libera alla vigilia di Ferragosto all’assestamento del Bilancio 2026-2028 della Regione Abruzzo. Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento con i voti della maggioranza di centrodestra e la contrarietà delle opposizioni, al termine di una giornata segnata soprattutto dallo scontro sulle coperture finanziarie e dal parere non favorevole espresso dal Collegio dei revisori dei conti sul testo originariamente licenziato dalla Giunta.
Per superare i rilievi arrivati nelle ore precedenti, il presidente Marco Marsilio ha presentato in aula un emendamento correttivo che interviene per oltre 56 milioni di euro nel triennio, attraverso maggiori previsioni di entrata, riduzioni di spesa e nuovi accantonamenti. Il nodo principale riguardava due partite: il rischio derivante dai contenziosi giudiziari della Regione e una passività potenziale di oltre 10,8 milioni collegata al settore agricolo.
Nel dettaglio, la ricognizione effettuata dall’Avvocatura regionale ha indicato la necessità di rafforzare il Fondo rischi da contenzioso per 9.348.457 euro nel 2026 e per ulteriori 35.861.987 euro nel 2027. A questi importi si aggiunge la costituzione, per l’esercizio in corso, di un Fondo passività potenziali del Dipartimento Agricoltura da 10.885.343,47 euro.
Quest’ultima vicenda affonda le radici nei rapporti finanziari del vecchio Ersa, poi trasformato in Arssa e soppresso nel 2011. La posizione debitoria era stata segnalata dal Dipartimento Agricoltura prima dell’approvazione della proposta di assestamento da parte della Giunta. Il Collegio aveva inoltre chiesto un aggiornamento completo dei rischi legati ai contenziosi, dal quale è emerso un fabbisogno complessivo nel triennio superiore a 45 milioni di euro.
Proprio queste due poste avevano portato i revisori a esprimere parere non favorevole, spiegando di non poter attestare, nella configurazione originaria della manovra, la permanenza degli equilibri generali di bilancio. Il Collegio aveva invitato l’amministrazione a rideterminare gli accantonamenti e a individuare le necessarie misure di riequilibrio prima dell’approvazione definitiva.
L’emendamento presentato da Marsilio punta a recepire quelle osservazioni, ma stabilisce anche una condizione precisa: l’utilizzo effettivo di parte delle nuove risorse potrà avvenire soltanto dopo l’accertamento delle maggiori entrate previste. È proprio su questo passaggio che si è concentrato il confronto più duro con le opposizioni.
Il capogruppo del Partito Democratico, Silvio Paolucci, ha contestato la solidità della soluzione individuata, sostenendo che le somme indicate non rappresenterebbero ancora una copertura pienamente disponibile. Secondo il consigliere dem sarebbe stato più prudente rinviare l’assestamento e completare prima tutte le verifiche contabili. Paolucci ha inoltre posto il tema della mancata sottoposizione dell’emendamento correttivo a un nuovo preventivo pronunciamento dei revisori.
Marsilio ha invece difeso la scelta di procedere con l’approvazione, ricordando che la Giunta aveva varato la proposta il 28 luglio e che il parere del Collegio è arrivato soltanto a ridosso della seduta. Il presidente ha anche espresso perplessità sull’opportunità di vincolare immediatamente grandi quantità di risorse per rischi giudiziari che potrebbero concretizzarsi soltanto in futuro, sottolineando come gli accantonamenti sottraggano disponibilità alle politiche e ai servizi regionali.
Per il governatore, tuttavia, l’emendamento depositato in aula rappresenta la risposta concreta alle richieste del Collegio. Marsilio ha rivendicato la necessità di approvare subito almeno una parte della manovra per sbloccare risorse considerate prioritarie, indicando tra le destinazioni il contrasto agli incendi boschivi, il trasporto pubblico locale, le politiche contro lo spopolamento dei comuni montani e l’Abruzzo Film Commission. Una nuova e più ampia manovra è stata annunciata per settembre.
Il confronto contabile è stato accompagnato dal tradizionale assalto agli emendamenti di fine seduta. La maggioranza ha inserito una serie di contributi e finanziamenti destinati a iniziative territoriali, culturali e sociali. L’entità complessiva degli interventi è stata però ridimensionata rispetto alle ipotesi iniziali proprio per la necessità di reperire le risorse richieste dopo i rilievi dei revisori. Già nelle ore precedenti all’Aula era emerso che la disponibilità per i contributi sarebbe risultata nettamente inferiore ai circa dieci milioni inizialmente ipotizzati.
Tra gli stanziamenti inseriti nella manovra c’è anche un rafforzamento delle risorse per l’Agenzia Regionale dell’Abruzzo per la Committenza, con un incremento del trasferimento ordinario pari a 1,2 milioni nel 2026, 200mila euro nel 2027 e altri 1,2 milioni nel 2028, subordinati alla rendicontazione delle attività svolte.
Sul fronte politico, il Patto per l’Abruzzo ha mantenuto un voto complessivamente contrario. In mattinata erano intervenuti, tra gli altri, Luciano D’Amico, Silvio Paolucci, Sandro Mariani, Giovanni Cavallari ed Erika Alessandrini, concentrando le critiche soprattutto sulle modalità con cui la maggioranza ha scelto di affrontare il giudizio dei revisori.
Particolarmente dura la posizione del Movimento 5 Stelle, secondo cui l’approvazione non elimina le criticità sollevate dal Collegio. Per i pentastellati il punto centrale resta il fatto che l’organo di controllo avesse dichiarato di non poter certificare gli equilibri della proposta nella versione sottoposta al suo esame, un rilievo che l’opposizione considera di natura sostanziale e non semplicemente procedurale.
Di segno opposto la lettura della maggioranza. Il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco e la consigliera Carla Mannetti hanno rivendicato le correzioni apportate e la permanenza di finanziamenti destinati alle aree interne, allo spopolamento, al trasporto pubblico, alle famiglie con minori affetti da patologie rare o disabilità gravissime, all’agricoltura, alla Protezione civile, all’antincendio, alla cultura, alla formazione e all’innovazione.
Tra le misure politicamente più significative vengono indicati 100mila euro per il Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata, collegato anche al nuovo Bonus Sicurezza Abruzzo, e 50mila euro destinati al Fondo per la valorizzazione e modernizzazione delle edicole. Si tratta in entrambi i casi di prime dotazioni chiamate ad avviare concretamente strumenti introdotti attraverso recenti leggi regionali.
La seduta del 14 agosto, iniziata con circa due ore di ritardo dopo un confronto interno alla maggioranza, chiude così un percorso particolarmente travagliato. L’esame dell’assestamento era già slittato due volte nelle settimane precedenti proprio in attesa del pronunciamento del Collegio dei revisori.
Il provvedimento è stato alla fine approvato, ma la partita finanziaria non può considerarsi conclusa. Una parte degli interventi inizialmente immaginati è stata rinviata e la maggioranza ha già fissato a settembre il prossimo passaggio per completare la manovra. Restano inoltre contrapposte le interpretazioni politiche: per il centrodestra le modifiche introdotte rispondono alle criticità emerse e permettono alla Regione di proseguire la programmazione; per le opposizioni, invece, il caso dei 56 milioni resta il segnale di una gestione degli equilibri che avrebbe richiesto verifiche ulteriori prima del voto definitivo.