Lugini e Mannetti aderiscono all’iniziativa promossa da Carlo Taormina per chiedere tutele sulle concessioni balneari e riaprire il confronto con Roma, Bruxelles e Regione Abruzzo.
I consiglieri regionali Gianpaolo Lugini e Carla Mannetti hanno sottoscritto la petizione contro l’applicazione della direttiva Bolkestein al settore delle concessioni balneari, iniziativa promossa dall’avvocato Carlo Taormina e rivolta alle istituzioni italiane ed europee. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro del dibattito la tutela di un comparto considerato strategico per l’economia nazionale e, in particolare, per il sistema turistico dell’Abruzzo.
Secondo i due esponenti regionali, il tema non può essere affrontato come una semplice questione amministrativa. La direttiva 2006/123/CE, nota come Bolkestein, disciplina la liberalizzazione dei servizi nel mercato interno europeo e, nel caso italiano, ha aperto da anni un confronto complesso sulle concessioni demaniali marittime. Il nodo principale riguarda il superamento dei rinnovi automatici e l’introduzione di procedure selettive trasparenti per l’assegnazione degli stabilimenti.
Per Lugini e Mannetti, però, dietro le concessioni non ci sarebbero solo titoli amministrativi, ma imprese familiari, investimenti costruiti nel tempo, professionalità, occupazione e servizi legati all’accoglienza turistica. Da qui la scelta di sostenere la petizione, ritenendo necessario un intervento politico capace di bilanciare il rispetto del diritto europeo con la salvaguardia delle specificità territoriali.
I consiglieri sottolineano che la tutela degli operatori balneari non deve essere letta come chiusura del mercato, ma come riconoscimento del valore economico e sociale di realtà spesso radicate da generazioni lungo le coste. Il timore espresso è che un’applicazione ritenuta troppo rigida della Bolkestein possa favorire concentrazioni speculative, penalizzando piccole e medie imprese locali e mettendo a rischio la continuità aziendale.
Al centro della posizione politica c’è anche la distinzione tra liberalizzazione e possibile perdita del controllo territoriale sul patrimonio costiero. Secondo Lugini e Mannetti, il demanio marittimo resta un bene pubblico, ma proprio per questo dovrebbe essere gestito con criteri capaci di tenere insieme concorrenza, lavoro, qualità dei servizi, accessibilità, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle economie locali.
Il tema resta particolarmente delicato anche per i Comuni, chiamati a muoversi in un quadro segnato da norme nazionali, sentenze amministrative e richiami europei. Negli ultimi anni il contenzioso sulle proroghe e sulle gare ha prodotto numerosi interventi della giustizia amministrativa, rendendo ancora più urgente, secondo gli operatori, una disciplina chiara e applicabile.
Con la firma della petizione promossa da Carlo Taormina, i due consiglieri chiedono quindi di riaprire un confronto istituzionale sulle concessioni balneari. L’intenzione annunciata è portare la questione anche nel dibattito abruzzese, affinché la Regione possa assumere una posizione a difesa delle imprese balneari, dei lavoratori e dei territori costieri.