Capestrano, piazza negata al comizio: lo sfidante chiama subito il prefetto dell’Aquila

22 Maggio 2026   15:51  

Nel piccolo comune aquilano esplode la polemica: Alfonso D’Alfonso denuncia il divieto della piazza e annuncia il comizio davanti agli elettori con i carabinieri presenti.

A Capestrano, piccolo centro della provincia dell’Aquila chiamato al voto domenica 24 e lunedì 25 maggio, la campagna elettorale si chiude tra tensioni e accuse incrociate. Al centro della polemica c’è il mancato utilizzo della piazza per il comizio finale della lista “Tre Sorgenti”, guidata dal candidato sindaco Alfonso D’Alfonso.

Secondo quanto emerso, il sindaco uscente e ricandidato Antonio D’Alfonso avrebbe vietato, attraverso un atto di giunta, la concessione dello spazio pubblico allo sfidante, quasi omonimo, per l’appuntamento conclusivo della campagna elettorale. Una decisione che ha provocato l’immediata reazione del candidato, anche segretario regionale di Democrazia solidale – Demos.

Alfonso D’Alfonso ha segnalato l’episodio al prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, parlando di un atto grave contro la libertà politica e il diritto al confronto pubblico. Secondo quanto riportato, dalla Prefettura sarebbero partite comunicazioni indirizzate al sindaco uscente.

Il comizio, in ogni caso, dovrebbe svolgersi. Il candidato della lista Tre Sorgenti ha infatti annunciato che parlerà comunque nell’agorà del paese, sostenendo di aver rispettato tutti gli obblighi previsti dalla normativa. Alla serata sarebbe prevista anche la presenza dei carabinieri, che avrebbero autorizzato l’istanza presentata per l’utilizzo dello spazio.

La vicenda assume un peso particolare perché arriva nelle ultime ore di campagna elettorale, quando il confronto pubblico tra candidati diventa uno dei momenti più visibili prima dell’apertura dei seggi. Capestrano, comune di circa 811 abitanti, si prepara così al voto in un clima politico acceso.

D’Alfonso ha definito il divieto un tentativo di sottrarsi al confronto, rivendicando la volontà di portare comunque il proprio messaggio agli elettori. La partita amministrativa, a questo punto, non si gioca soltanto sui programmi, ma anche sul terreno della gestione degli spazi pubblici e delle garanzie democratiche durante la campagna elettorale.


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