Presentato all’Aquila il progetto sperimentale dei Vigili del fuoco che utilizza droni per soccorso, monitoraggio valanghe e ricerca dispersi nel comprensorio sciistico.
Un nuovo sistema di sorveglianza e soccorso tecnologico prende forma sul Gran Sasso, dove i Vigili del fuoco hanno avviato un progetto pilota basato sull’utilizzo di droni per rafforzare la sicurezza in montagna e migliorare la rapidità degli interventi. L’iniziativa, denominata “Progetto sperimentale Campo Imperatore”, è stata presentata all’Aquila, nella sede istituzionale di Palazzo Margherita, ed è coordinata dal Nucleo Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Il piano prevede l’impiego continuativo di droni operativi nel comprensorio sciistico di Campo Imperatore fino alla conclusione della stagione invernale 2026. L’obiettivo principale è quello di rendere più veloci ed efficaci gli interventi di soccorso tecnico urgente in quota, ma anche ampliare le attività di monitoraggio ambientale, con particolare attenzione alla prevenzione e al controllo delle valanghe e alla ricerca di persone disperse in zone difficili da raggiungere.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra le unità specializzate dei Vigili del fuoco e diverse istituzioni locali, con l’intento di creare un modello operativo replicabile anche in altri contesti montani italiani. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha sottolineato come, una volta conclusa la fase sperimentale, questa innovazione potrà diventare uno strumento fondamentale per affrontare le numerose situazioni di emergenza che possono verificarsi in un territorio complesso come quello del massiccio del Gran Sasso.
Biondi ha inoltre espresso un ringraziamento al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ricordando il rapporto storico tra la città e l’istituzione, rafforzato anche dal recente giuramento del 99° corso dei vigili del fuoco celebrato proprio all’Aquila e dal progetto della futura Scuola nazionale di formazione, i cui lavori sono in fase di avvio.
Secondo il direttore regionale dei Vigili del fuoco Gennaro Tornatore, il progetto rappresenta anche una sorta di ritorno alle origini: l’impiego dei droni nel Corpo ebbe infatti un forte impulso proprio dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, quando queste tecnologie vennero utilizzate per il monitoraggio delle aree colpite dal sisma. Tornatore ha ricordato che la prima scuola nazionale per formatori dei droni ha sede a Fossa e che, dal 2016 a oggi, in Italia sono state accumulate oltre 17 mila ore di volo per operazioni di soccorso, ricerca e monitoraggio, di cui circa 2 mila ore svolte in Abruzzo.
Soddisfazione è stata espressa anche da Gianluca Museo, amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, che ha definito l’iniziativa «un significativo passo avanti per la sicurezza della stazione sciistica». Anche Elsa Olivieri, direttrice dell’Ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con i Vigili del fuoco, ricordando come i droni siano già stati utilizzati con efficacia nel monitoraggio delle aree colpite dagli incendi boschivi del 2017.
L’utilizzo di tecnologie a pilotaggio remoto rappresenta dunque un nuovo tassello nelle strategie di protezione e gestione delle emergenze in montagna, in un territorio che ogni anno richiama migliaia di escursionisti, sciatori e appassionati di sport invernali.