I genitori si spostano nell’abitazione comunale di Palmoli mentre la difesa deposita una controperizia e chiede una soluzione condivisa per i tre minori coinvolti oggi.
Nuovo passaggio nella vicenda della cosiddetta famiglia del bosco di Palmoli. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, genitori dei tre bambini ospitati da oltre sei mesi in una casa famiglia di Vasto, si stanno trasferendo nell’abitazione messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoli. A confermarlo è stato il loro nuovo legale, Simone Pillon, arrivato nella struttura protetta per incontrare i minori.
Secondo quanto riferito dall’avvocato, il trasloco sarebbe ormai quasi concluso e la coppia avrebbe già trascorso una notte nella nuova casa. Per la difesa si tratta di un passaggio rilevante nel percorso finalizzato al possibile rientro dei bambini in famiglia. Pillon ha incontrato anche la Garante regionale per l’infanzia, Alessandra De Febis, parlando di un confronto “franco” e orientato allo stesso obiettivo: individuare una soluzione che consenta ai minori di tornare in un contesto familiare stabile.
Intanto emergono novità anche sul vecchio casolare nel bosco in cui la famiglia viveva. L’immobile sarà interessato da interventi di sistemazione e, sullo stesso terreno, dovrebbe essere realizzata una nuova abitazione con materiali ecologici prefabbricati. Secondo il legale, l’iter burocratico sarebbe in fase conclusiva e i lavori potrebbero portare al completamento della struttura entro circa sei mesi.
Sul piano giudiziario, i consulenti di parte Tonino Cantelmi e Martina Aiello hanno depositato le osservazioni alla perizia psicologica disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Pillon ha parlato di una controperizia di oltre 300 pagine, nella quale la difesa contesta metodo e conclusioni della consulenza tecnica, sostenendo che alcune scelte educative dei genitori sarebbero state lette come segnali di inadeguatezza.
La vicenda resta aperta e sarà ora il Tribunale a valutare gli atti depositati, insieme agli ulteriori elementi raccolti dai servizi coinvolti. La difesa auspica una soluzione condivisa, mentre prosegue il percorso istituzionale attorno alla tutela dei tre bambini.