Il bambino: le sue motivazioni, le nostre aspettative

22 Settembre 2008   10:38  

di Massimo Pietrangeli*

Ho letto con vivo interesse ed accolto con piacere la lettera del Dirigente Scolastico Angelo Lucio Rossi, stimatissimo professionista della cui amicizia mi onoro, riguardante una formula della Scuola che sia maggiormente educativa e non solo formativa.

Mi piace sostenere, in maniera complementare, alcune considerazioni su ciò che la Scuola dovrebbe avere sempre e comunque nel bagaglio formativo dei propri docenti, e che invece - purtroppo - spesso non possiede.

Mi sia concessa una breve parentesi introduttiva su dati che però non possono essere sviscerati in questa sede: va detto, innanzitutto, che la famiglia non può e non deve demandare il compito educativo esclusivamente alla Scuola, e che troppo spesso gli stessi docenti non hanno a loro volta motivazioni e stimoli sufficienti, a causa di problemi strutturali ed economici che pure hanno il loro peso ma che non dovrebbero influire negativamente più di tanto sul compito educativo. Un insegnante scarsamente motivato o scoraggiato dalla durezza degli ambiti lavorativi ( leggi bullismo, orari e sedi inconciliabili, dirigenti non all’altezza, sterili discussioni coi genitori, stipendi da fame … ) certamente avrà difficoltà aggiuntive a dare il meglio di sé ; pur tuttavia deve provarci, perché ha da confrontarsi - comunque - con la parte migliore della società, una parte che però è speso invano alla ricerca di modelli positivi, di testimonianze certe ed attendibili, di qualcosa che consenta loro di aggrapparsi e sperare nella possibilità di incidere positivamente sul mondo che li circonda. E di iniziar a contare da subito, di comprendere che questa società ha bisogno anche dei loro contributi di bambini e di giovani : oggi, e non solo tra vent’anni. Occorre farli sentire importanti adesso, nella speranza che una sufficiente autostima li accompagni e ne faccia degli individui senza eccessivi problemi di inserimento.

E allora, inoltre, occorre fare una netta distinzione tra motivazioni ed aspettative, e questo - ovviamente - vale allo stesso modo per la stessa famiglia e per qualsiasi istituzione pubblica o privata ( scuole di musica, sportive e quant’altro ) si interessi della formazione di giovani e giovanissimi : troppo spesso carichiamo i nostri bambini di eccessive aspettative, le nostre aspettative, salvo poi ( quasi sempre ) mostrarci e dichiararci delusi dei loro risultati e dei loro sforzi. Parimenti, lavoriamo poco e male sulle motivazioni dei nostri giovani, e questo è purtroppo un limite negativo di troppi docenti nelle Scuole di ogni genere e grado, comprese quelle delle attività extra-scolastiche. Un insegnante che sappia realmente comprendere e condividere le emozioni e le motivazioni dei propri allievi sarà senz’altro facilitato nel suo compito educativo-formativo.

Dare fiducia e infondere ottimismo è il modo migliore per averne di ritorno !

E poi,lavoriamo un po’ di più sul lato ludico dell’apprendimento e dell’educazione in genere, non dimenticando o relegando all’ultimo posto le attività motorie ed artistiche, che invece tanta importanza rivestono nella formazione psicofisica di ciascun individuo.

 

Medico, Pediatria Ospedale Civile di Pescara

 



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