Inchiesta Alba d'oro: nuove ordinanze per Zangari e soci

01 Aprile 2009   13:33  

 Importanti sviluppi dell’inchiesta Alba d’oro che lo ricordiamo coinvolge l’ex-assessore di Tagliacozzo ed imprenditore Nino Zangari  e i fratelli Augusto Ricci e Achille Ricci agli arresti domiciliari con l’accusa  di aver utilizzato per la realizzazione  del complesso turistico "La Contea di Tagliacozzo, e per in altre attività economiche, denaro di provenienza illecita, ovvero parte del tesoro del boss corleonese Vito Ciancimino, gestito dopo la sua morte, secondo gli inquirenti, dal tributarista di Palermo Gianni  Lapis.
Ebbene: questa mattina i militari del Gico delle Fiamme Gialle dell'Aquila, hanno eseguito nuove misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i tre inquisiti. Inoltre nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza dell'Aquila ha  eseguito il sequestro preventivo delle quote societarie, del complesso turistico con annessi ristorante, piscina e campi da tennis e da calcetto nonche' dei terreni per un valore di oltre 2,5 di euro.

Questo significa che la Procura della Repubblica di Avezzano, a cui era stata trasferita l’inchiesta, con un’ordinanza fotocopia, ha confermato l’ipotesi accusatoria della Direzione distrettuale antimafia  della Procura dell’Aquila, costruita dopo due anni di indagini avviate su indicazioni della  procura di Palermo.
E novità importanti per l’inchiesta  abruzzese potrebbero arrivare proprio da Palermo. Mentre i tre imprenditori arrestati a Tagliacozzo continuano a respingere tutte le accuse,   il presunto prestanome di Vito Ciancimino Gianni Lapis, ha deciso di collaborare con la giustizia, ed è già stato interrogato dai i Pubblici ministeri  del capoluogo siciliano.

 

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