La D'Annunzio primo Ateneo per l’autonomia finanziaria

13 Giugno 2008   09:38  
L’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti Pescara, “maglia rosa” per l’indipendenza economica e, quindi, per le risultanze economico-finanziarie. E’ un prestigioso quotidiano nazionale ad attribuire, attraverso l’esame dei vari Bilanci consuntivi delle varie Università, il primo posto nella classifica all’Ateneo di Chieti-Pescara.   Fra quelli che arrivano a coprire la più alta percentuale delle entrate totali con le proprie risorse (contributi degli studenti, finanziamenti per la ricerca e fondi privati) l’Ateneo di Chieti-Pescara è al primo posto con una quota di entrate proprie che si attesta al 40,3% dell’intera massa contributiva centrale. Una strada obbligata da percorrere, quella dell’autonomia finanziaria, che è stata sapientemente imboccata dai vertici dell’Università già da qualche anno, dal momento che i finanziamenti statali – anche a causa della drastica riduzione in termini assoluti –  si sono sempre più indirizzati al pagamento delle spese fisse del personale che assorbono l’88,9%. Il sistema universitario italiano deve scontare, inoltre,  un’eccessiva burocratizzazione, un obsoleto sistema di governance ed una forte carenza di incentivi  in termini di qualità didattica e scientifica, sia per i professori-ricercatori che per gli studenti. “Da qui – come sostiene il Rettore Franco Cuccurullo -  la convinzione che un rilancio dell’università italiana non può che  passare attraverso una radicale autonomia gestionale, accompagnata da un sistema incentivante basato su una rigorosa valutazione dei risultati della ricerca e delle attività formative”. L’Ateneo d’Annunzio, già in pole position fra gli “Atenei virtuosi” che avrebbero dovuto beneficiare dei fondi legati al merito nella classifica nazionale stilata alla fine della scorsa estate, conferma quindi, come dato di fatto, la economicità della gestione che è sintesi  e combinazione dell’efficienza/produttività e dell’efficacia delle operazioni che  danno contenuto all’attività aziendale e attraverso i quali si soddisfa, in definitiva, anche  la necessità del nostro Paese di ridurre l’assistenza economica alle proprie istituzioni. In netto anticipo, rispetto a quella che sembra delinearsi come l’unica strada percorribile per una gestione vincente degli Atenei, il Direttore Generale della d’Annunzio, Marco Napoleone,  in una intervista rilasciata già nel 2007 su un periodico regionale, aveva affermato che, alla luce della situazione finanziaria del nostro Paese, la strada giusta da seguire sarebbe stata quella di trasformare le Università in vere e proprie aziende che, con l’introduzione di snellezza decisionale ed operativa, nonché di efficienti meccanismi di gestione, avrebbero potuto più facilmente sostenere il passaggio alla condizione di Enti totalmente svincolati dall’assistenza  centrale e proiettati verso la sola meritocrazia del mercato.

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