Medici in fuga dagli ospedali: in Abruzzo l’allarme degli internisti

25 Maggio 2026   15:15  

La survey Fadoi fotografa reparti sotto pressione: burnout diffuso, ricorso ai gettonisti nei pronto soccorso e richiesta unanime di nuove assunzioni.

La Medicina interna abruzzese mostra segnali di forte sofferenza. A fotografare la situazione è la nuova survey della Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, presentata al 31° congresso nazionale di Rimini. Il quadro regionale evidenzia reparti sotto pressione, professionisti affaticati e una richiesta che emerge con chiarezza: servono più medici e più infermieri.

Il dato più rilevante riguarda il burnout. In Abruzzo il 71,4% degli internisti dichiara di aver vissuto almeno una fase di esaurimento professionale, mentre il 42,9% afferma di trovarsi ancora oggi in questa condizione. La stessa percentuale sta valutando l’ipotesi di lasciare il lavoro prima del previsto, segnale di un disagio che non riguarda soltanto i turni, ma anche la prospettiva di continuare a lavorare in ospedale con carichi ritenuti sempre più gravosi.

La criticità si intreccia con il ricorso ai gettonisti e ai professionisti autonomi, segnalati in oltre il 40% dei pronto soccorso abruzzesi. Secondo Fadoi, il rischio è che la risposta sanitaria finisca per poggiare sempre più su soluzioni temporanee, mentre i reparti avrebbero bisogno di équipe stabili, continuità organizzativa e personale formato sulla complessità dei pazienti assistiti.

La richiesta dei professionisti è unanime: il 100% degli intervistati indica come prioritaria l’assunzione di personale medico e infermieristico. Il 57,1% chiede inoltre che le Medicine interne vengano riclassificate come reparti a medio-alta intensità di cura, riconoscendo il carico reale legato alla gestione di pazienti anziani, fragili e spesso affetti da più patologie contemporaneamente.

Il burnout, sottolineano gli internisti, non coincide con una semplice stanchezza. Può tradursi in minore lucidità, difficoltà di recupero tra un turno e l’altro, comunicazione più faticosa con pazienti e colleghi e maggiore pressione sui processi decisionali. Quando interessa una quota così ampia di professionisti, la questione diventa organizzativa e riguarda direttamente anche la sicurezza dei pazienti.

La rilevazione abruzzese si inserisce in un quadro nazionale altrettanto complesso: secondo Fadoi, il 65,4% degli internisti ospedalieri italiani ha sperimentato almeno una volta il burnout e circa un medico su quattro pensa al prepensionamento. Per l’Abruzzo, il messaggio che arriva dai reparti è netto: senza organici adeguati e team stabili, la tenuta della medicina ospedaliera rischia di diventare sempre più fragile.


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore