Aggressione improvvisa davanti a un istituto nel Bergamasco: insegnante ferita gravemente, ma non in pericolo di vita. Indagini in corso sul gesto isolato
Una insegnante di 57 anni è stata gravemente ferita nella mattinata di oggi dopo essere stata accoltellata da un alunno di 13 anni all’esterno di un istituto comprensivo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. La donna è stata immediatamente soccorsa e trasferita in ospedale con l’elisoccorso, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico presso il Papa Giovanni XXIII. Le sue condizioni sono serie, ma non risulta in pericolo di vita.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane – studente della terza media – avrebbe colpito la docente al collo e all’addome. Subito dopo l’aggressione è stato fermato. I carabinieri hanno chiarito che si tratta di un episodio isolato, senza il coinvolgimento di altre persone e privo di collegamenti con finalità terroristiche.
Al momento dei fatti, il ragazzo indossava abiti mimetici e una maglietta con la scritta “vendetta”. All’interno dello zaino è stata rinvenuta anche una pistola scacciacani, elemento che contribuisce ad aggravare il quadro complessivo della vicenda.
Sul caso è intervenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha espresso vicinanza alla docente, alla famiglia e alla comunità scolastica, sottolineando la necessità di accelerare l’approvazione di norme più severe contro la criminalità giovanile e la diffusione di armi improprie tra i giovani. Il ministro ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare i percorsi educativi e le misure di supporto psicologico nelle scuole.
Preoccupazione anche da parte del presidente nazionale di DirigentiScuola, Attilio Fratta, che evidenzia come episodi simili stiano diventando sempre più frequenti, parlando di una crescente emergenza educativa. Dello stesso tenore le parole del presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, che definisce quanto accaduto un segnale allarmante di una più ampia spirale di violenza, sottolineando la necessità di rafforzare sia la prevenzione sia la sicurezza negli ambienti scolastici.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sul ruolo condiviso di famiglie, istituzioni e società nella gestione del disagio giovanile, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire il contesto e le motivazioni del gesto.