Il Consiglio regionale approva la legge sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili introducendo limiti stringenti a tutela del paesaggio e salvaguardia degli investimenti già avviati
Il Consiglio regionale d’Abruzzo, riunito all’Aquila, ha approvato il progetto di legge dedicato alle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, un provvedimento che introduce nuovi criteri per la pianificazione energetica sul territorio. Il testo, promosso dal consigliere Nicola Campitelli, con delega a Urbanistica ed Energia, è stato approvato a maggioranza, con l’astensione dei rappresentanti del centrosinistra.
L’obiettivo della norma è quello di ampliare e definire con maggiore precisione le zone idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel rispetto delle linee guida fissate dalla normativa nazionale. Un passaggio ritenuto strategico per coniugare sviluppo energetico e tutela del territorio.
Tra le principali novità emerge l’introduzione di limiti stringenti per la protezione delle aree sottoposte a vincolo. La legge stabilisce infatti che non potranno essere considerate idonee le zone comprese nel perimetro dei beni culturali e paesaggistici, né quelle situate nelle aree limitrofe. In particolare, viene prevista una fascia di rispetto di 3 chilometri per gli impianti eolici e di 500 metri per quelli fotovoltaici, oltre al divieto di installazione nei casi in cui si registri un contrasto con i piani paesaggistici vigenti.
Il provvedimento introduce inoltre una norma transitoria pensata per tutelare gli investimenti già avviati dagli operatori del settore. Viene infatti garantita la continuità delle procedure in corso, purché siano stati già adempiuti gli obblighi economici previsti nei confronti dei gestori delle reti energetiche, in particolare per il rilascio della soluzione tecnica minima generale (Stmg).
La nuova disciplina si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la transizione energetica, ma al tempo stesso evidenzia la volontà di preservare il patrimonio ambientale e culturale regionale. Il dibattito politico resta aperto, soprattutto in relazione al bilanciamento tra sviluppo delle energie rinnovabili e salvaguardia del paesaggio, tema destinato a rimanere centrale nei prossimi mesi.