Pronto soccorso più grande, nuove sale operatorie, radiologia interventistica e sicurezza antisismica: il progetto punta a ridisegnare servizi e percorsi dell’ospedale dell’Aquila nei prossimi anni.
Un investimento complessivo stimato in circa 60 milioni di euro per trasformare e potenziare il San Salvatore dell’Aquila, intervenendo sui settori considerati più strategici del presidio. Il piano illustrato all’Emiciclo prevede l’ampliamento del pronto soccorso, nuove sale operatorie, un reparto di Radiologia interventistica, più posti letto e lavori per la sicurezza sismica. Si tratta, però, di un progetto che dovrà ancora completare il proprio percorso amministrativo e trovare le necessarie coperture finanziarie.
Uno degli interventi più importanti riguarda il Pronto soccorso, giudicato ormai non più adeguato rispetto alle esigenze assistenziali. La superficie dovrebbe passare dagli attuali 1.200 a circa 1.700 metri quadrati, con una riorganizzazione complessiva degli spazi destinati all’emergenza.
Nel nuovo assetto sono previste una Admission Room, dedicata ai pazienti che hanno già concluso l’iter in pronto soccorso ma attendono un posto per il ricovero, e una Discharge Room per accompagnare e gestire le dimissioni. È inoltre prevista un’area specifica per il pronto soccorso pediatrico. La documentazione progettuale indica per quest’ultima una superficie di circa 345 metri quadrati.
La riorganizzazione dovrebbe inoltre portare sei nuovi posti letto all’Osservazione Breve Intensiva, destinata ai pazienti che necessitano di monitoraggio e trattamenti per alcune ore prima che venga deciso il successivo percorso clinico. Nei rendering presentati compaiono anche spazi dedicati alla gestione delle emergenze pediatriche e agli esami diagnostici.
Altro tassello centrale è la realizzazione della nuova Radiologia interventistica, considerata strategica soprattutto per il trattamento delle patologie tempo-dipendenti, nelle quali la rapidità dell’intervento può incidere in modo determinante sugli esiti. Il reparto sarà dotato di due sale con angiografi e punta a rafforzare la collaborazione tra radiologi interventisti, emodinamisti e chirurghi vascolari.
Il progetto interviene anche sul comparto chirurgico. Nell’Edificio 1 sono previste due nuove sale operatorie, con relativi locali di servizio, mentre nell’Edificio 10 dovrebbe essere realizzata una sala operatoria robotica. La documentazione progettuale indica per le due nuove sale anche una possibile funzione legata agli interventi di trapianto ed espianto, oltre agli ambienti per preparazione, risveglio, personale e percorsi dedicati.
Sempre nell’Edificio 1 dovrebbe trovare spazio anche una nuova mensa aziendale da 200 posti, destinata a sostituire la sistemazione temporanea attualmente ospitata nei moduli prefabbricati. Il trasferimento della Direzione sanitaria consentirà inoltre di recuperare superfici da destinare ad altre attività ospedaliere.
Il piano comprende poi il potenziamento dell’Utic, l’Unità di terapia intensiva cardiologica, con tre posti letto aggiuntivi, e l’ampliamento del Centro trasfusionale. Per quest’ultimo sono previsti oltre 200 metri quadrati in più, con una riorganizzazione degli ambienti per rendere più funzionale il servizio.
Una quota rilevante dell’investimento sarà destinata alla sicurezza antisismica. Alcune palazzine del complesso saranno interessate da interventi di miglioramento e adeguamento con tecniche di isolamento pensate per consentire l’esecuzione dei lavori senza interrompere le attività sanitarie o trasferire interi reparti.
Il quadro economico divide i circa 60 milioni in tre grandi capitoli: 38 milioni per le opere, 12 milioni per gli interventi sismici e altri 10 milioni per attrezzature elettromedicali e arredi.
L’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ha spiegato che l’obiettivo è intervenire sui settori strategici del presidio, a cominciare dall’emergenza-urgenza, migliorando organizzazione, percorsi assistenziali e sicurezza. Il direttore generale della Asl 1 Abruzzo, Paolo Costanzi, ha invece sottolineato la necessità di adeguare un pronto soccorso non più sufficiente rispetto alle richieste e di dotare il San Salvatore di servizi come la Radiologia interventistica.
C’è però un passaggio fondamentale: i 60 milioni non risultano ancora definitivamente finanziati. La Asl ha precisato che, una volta completato il progetto, il piano sarà trasmesso alla Regione Abruzzo per individuare le risorse necessarie alla sua realizzazione. In parallelo è previsto anche un ulteriore progetto dedicato al contenimento dei consumi energetici del presidio.
Il San Salvatore si prepara quindi a una possibile trasformazione profonda, ma la fase presentata oggi rappresenta ancora l’avvio del percorso. Dopo la definizione progettuale serviranno gli adempimenti amministrativi, l’individuazione dei finanziamenti e quindi le procedure necessarie per arrivare ai cantieri. Solo allora il piano da 60 milioni di euro potrà tradursi concretamente nel nuovo assetto dell’ospedale aquilano.