Il minorenne è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario: agli investigatori avrebbe ammesso i fatti, sostenendo però di essersi difeso durante l’aggressione quella notte.
È stato sottoposto a fermo il ragazzo di 17 anni coinvolto nella morte di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria deceduto dopo essere stato accoltellato nella notte tra mercoledì e giovedì nella cosiddetta pinetina di via Andria, a Trani. Nei confronti del minorenne viene contestato il reato di omicidio volontario.
Il giovane si sarebbe presentato in caserma accompagnato dal proprio legale, ammettendo le proprie responsabilità davanti ai carabinieri. La sua versione è ora al vaglio degli investigatori coordinati dalla Procura per i Minorenni di Bari. Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, Quagliarella sarebbe stato raggiunto da tre fendenti alla schiena, risultati fatali.
Restano però diversi aspetti da chiarire. In particolare, non è stato ancora recuperato il coltello che sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione. I militari hanno effettuato ricerche nel luogo indicato dal diciassettenne, senza trovare finora l’arma. Un elemento considerato importante per verificare la dinamica e confrontarla con il racconto fornito dal ragazzo.
Il 17enne si trova nel carcere minorile Fornelli di Bari. Attraverso il proprio avvocato ha sostenuto di non aver avuto intenzione di uccidere e di avere reagito a un’aggressione. La difesa parla di un attacco subito dal giovane, una ricostruzione che dovrà essere verificata alla luce delle testimonianze, delle immagini di videosorveglianza e degli altri elementi raccolti dagli inquirenti.
Secondo le prime ricostruzioni, nella zona si sarebbero incontrati due gruppi di ragazzi, uno proveniente da Andria e l’altro di Trani. Dopo una fase di tensione, la situazione sarebbe degenerata rapidamente. Quagliarella, gravemente ferito, è stato accompagnato prima presso una postazione medicalizzata e successivamente trasferito all’ospedale di Bisceglie, dove è morto poco dopo.
Ulteriori risposte sono attese dall’autopsia, prevista nei prossimi giorni: l’esame medico-legale dovrà contribuire a stabilire con precisione la natura delle lesioni e la sequenza dei colpi, fornendo nuovi elementi alla ricostruzione dell’accaduto.