Variazioni, polemiche antropologiche, viaggi a Roma

La cronaca del Consiglio regionale

22 Luglio 2008   14:02  

Nel servizio tg la cronaca di quello che è accaduto questa mattina a Palazzo dell'Emiciclo, dove in calendario c'era il consiglio regionale, il primo dopo il ciclone politico -giudiziario che ha investito il governo regionale e abbattuto la fiducia delgi abruzzesi nei confronti dei loro rappresentanti politici. L a mattinata è scivolata via in attesa del responso della conferenza dei capigruppo e della prima commissione. Poi l'annuncio: il cosnglio potrà finalmente iniziare i lavori alle ore 16.00

VARIAZIONI DELL'ULTIM'ORA

Il consiglio discuterà in primo luogo  la variazione di bilancio che ha ricevuto il parere favorevole della commissione bilancio. In commissione il provvedimento finanziario e' stato adottato a maggioranza, con il voto contrario dei consiglieri della Cdl e della Federazione di Centro che avevano chiesto la sospensione del provvedimento, almeno per un giorno, per consentire l'approfondimento del documento. La manovra di bilancio, definita tecnica, tra le altre cose prevede uno stanziamento di 133 milioni per la sanità nell'ambito del piano di rientro del deficit concordato con il Governo nazionale e lo spostamento di risorse per permettere il pagamento delle indennità ai consiglieri regionali e per il funzionamento della Regione.

PATTO D'ONORE CONTRO LE TASSE. PAOLINI A ROMA

Il presidente vicario Enrico Paolini è intanto partito per Roma. Cercherà di convincere i ministri Raffaele Fitto e Maurizio Sacconi  di risparmiare all'Abruzzo l'aumento delle tasse, che potrebbe essere decise in seguito al commissariamento della sanità, passaggio dato per scontato. Paolini in alternativa chiederà un prestito dal governo'. "Ho proposto un patto d'onore - ha detto Paolini - che la giunta sosterra'. In una situazione cosi' difficile il governo potrebbe prestare i soldi necessari alla Regione, che poi li potrebbe restituire con rate, mutui, con la cassa depositi e prestiti, invece che con le banche. Questo prestito ce lo farebbe il governo e noi lo paghiamo rateizzandolo nelle forme possibili - ha spiegato Paolini - non per essere trattati meglio delle altre Regioni, ma solo perche' qui c'e' questa situazione di emergenza".

LA CARICA DEI SINDACI INELEGGIBILI

L'Anci chiede che venga modificata la legge 51 per consentire ai sindaci di potersi candidare alle prossime elezioni. Secondo la normativa vigente dovrebbero  dimettersi almeno sei mesi prima dalla carica di primo cittadino. Ma è questione controversa se il consiglio, che da ora fino alle elezioni potrà occuparsi solo di normale amministrazione, possa adottare un  provvedimento di tale natura.

INQUISITI E SOSPESI. TORNA ORSINI

Da Roma è arrivato intanto il decreto di sospensione per tutti e quattro i consiglieri regionali arrestati ( Ottaviano del Turco, Camillo Cesarone, Antonio Boschetti e Vito Domenici) nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti nella sanita' abruzzese. Devono essere sostituiti. Ricordiamo che  Del Turco subito dopo il suo arresto si era dimesso dalla carica di Presidente della Giunta regionale, ma non da quella di consigliere regionale. L'unico che aveva rimesso nella mani del Presidente del Consiglio il mandato elettivo e' stato, ieri, il consigliere del gruppo misto, Vito Domenici.

In riferimento a Domenici,  l'Ufficio di Presidenza ha già proceduto alla sua sostituzione con il primo dei non eletti della lista di Fi, con la quale si era presentato nel 2005. Si tratta di Leo Orsini, ex assessore al Lavoro

ANTROPOLOGICAMENTE DIVERSO A CHI?

Intanto esplode la polemica su alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente Paolini al quotidiano Il Riformista , in cui il presidente vicario avrebbe definito "antropologicamente diversa" la componente Sdi e Margherita della coalizione.

Il senatore del Pd Franco Marini, ha commentato : " Enrico Paolini sostiene   che "loro", penso gli ex Ds, sono antropologicamente "diversi" da quelli che provengono da Margherita e Sdi. Aggiunge poi che e' orgoglioso della gratitudine espressagli dalla Procura che conduce l'inchiesta abruzzese e, infine, che si era accorto da tempo che le cose in materia di sanita' non andavano in Abruzzo". "Intendo - prosegue Marini - precisare tre cose con assoluta chiarezza. Primo: pur osservando le cose della Regione senza continuita' per i miei impegni nazionali, particolarmente gravosi negli ultimi anni, voglio chiarire a Paolini, e comunque a chi la pensasse come lui, che questa presunta diversita' non la vedo ne' in Abruzzo ne' a livello nazionale. Secondo: sono contento per lui, per il pubblico apprezzamento rivoltogli dalla Procura di Pescara. Mi pare pero' che una persona che ricopre la alta carica istituzionale di vice Presidente della Giunta regionale, abbia, dinanzi a comportamenti che ritiene gravemente scorretti, un dovere prioritario. Non quello del mugugno, se c'e' stato, ne' quello di assentarsi dalle riunioni che ritiene delicate, ma affrontare a viso aperto le questioni, dare pubblicamente battaglia e, se serve, scindere le proprie responsabilita' dimettendosi dalla carica. Questo innanzitutto per il rispetto dovuto ai suoi colleghi. Terzo: sento di incertezze trasversali dentro il Consiglio regionale sulla necessita' di andare subito alle elezioni. Questo perche' si configurerebbe una qualche maggioranza che potrebbe durare fino alle elezioni amministrative dell'anno prossimo. Sono assolutamente contrario, sarebbe una scelta sciagurata e dannosa per l'Abruzzo.Si deve tornare subito al giudizio degli elettori".

Al microfono di Abruzzo24ore.tv  Enrico Paolini smentisce e rettifica:  " Non ho mai affermato la 'diversita' antropologica' dei Democratici di sinistra rispetto ad altre forze politiche, cosi' come non ho mai fatto riferimento o analogia ai fatti accaduti in regione Abruzzo nel 1992". Lo ha affermato il vicepresidente vicario della Regione Abruzzo Enrico Paolini, in riferimento ad un articolo apparso su "Il Riformista" che riporta una sua intervista. "Vero e' - ha aggiunto Paolini - che quando ci fu sottoposto il piano di rientro del deficit sanitario, ho presentato tredici punti di non condivisione rispetto alla bozza di piano. Questi punti in parte sono stati accolti e condivisi dalla maggioranza di governo".

FT


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